La Santa Messa: La processione iniziale
All’ora stabilita si snoda la processione iniziale verso l’altare. Come Gesù sofferente si avvia verso il Golgota portando la croce; come il Risorto cammina con i due discepoli verso Emmaus, così il sacerdote e i ministri, indossate le vesti sacre, procedono verso l’altare. Se si usa l’incenso, il sacerdote, prima iniziare la processione, lo pone nel turibolo e lo benedice con un segno di croce, senza dire nulla. Ordinariamente l’assemblea riunita è avvertita da uno squillo della campanella.
L’ordine della processione è il seguente: il turiferario con il turibolo fumigante ( se si usa) ; i ministri che portano i ceri accesi e tra loro l’accolito o un altro ministro con la croce ( se si porta); gli accoliti e gli altri ministri; il diacono ( se c’è) o il lettore che può portare l’Evangeliario, non il Lezionario, tenendolo un poco elevato; il sacerdote celebrante.
I membri della processione non si comportano come dei passeggiatori distratti che guardano qua e là ma con animo raccolto come si conviene in una azione sacra. Mentre la processione si dirige verso l’altare si eleva il canto di ingresso. Lo scopo di questo canto è aprire la celebrazione, suscitare l’unità dell’assemblea, introdurre le persone nel mistero del tempo liturgico o della festa che viene celebrata e accompagnare la processione del sacerdote e dei ministri che è come l’ingresso di Cristo nell’assemblea. Non perciò un canto qualunque ma pertinente, significativo, scelto ordinariamente tra quelli suggeriti nella raccolta della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), evitando ogni bizzarria nel canto liturgico.
Giunti in presbiterio, sacerdote e ministri fanno un profondo inchino (o la genuflessione se c’è davanti, ma non dovrebbe esserci, il tabernacolo con l’Eucarestia). La croce portata in processione può fungere da croce dell’altare ( ma una sola deve essere la croce) altrimenti è posta altrove; candelieri sono collocati sull’altare o, meglio, accanto; l’Evangeliario è posto sull’altare. Il sacerdote e il diacono salgono all’altare e lo venerano con un bacio, perché rappresenta Cristo. Poi il sacerdote, secondo l’opportunità, incensa la croce e l’altare girando attorno ad esso. Compiuto ciò, il sacerdote si reca alla sede.
don Orlando Gori
Come riscoprire l’importanza e la bellezza dell’incontro con Cristo? Come trasmettere la grandezza del dono che Dio ci fa nell’Eucaristia? Per comprendere il significato della Santa Messa, i gesti e i simboli che la caratterizzano, i momenti che la compongono, l’Ufficio Liturgico Diocesano proporrà ogni settimana delle “Gocce di Liturgia”. Piccoli contributi che si propongono di offrire spunti ai sacerdoti da approfondire nella propria parrocchia e di preparare l’incontro tra la sete di Dio e la sete dell’uomo.
- La Santa Messa: La preparazione (10 dicembre 2017, II Domenica di Avvento)
- La Santa Messa: La processione iniziale (17 dicembre 2017, III Domenica di Avvento)
- La Santa Messa: Il canto nella Messa (24 dicembre 2017, IV Domenica di Avvento)
- La Santa Messa: I riti iniziali (6 gennaio 2018, Epifania del Signore)
- La Santa Messa: Il Gloria e la Colletta (21 gennaio 2018, III Domenica T.O.)
La Santa Messa: Introduzione
La messa non è un usanza religiosa o una devozione apprezzabile.
Ma è la Pasqua di Cristo: la morte e Risurrezione del Signore che nella celebrazione dell’Eucaristia si rende presente e operante per la salvezza di tutti. Perciò è il cuore della vita cristiana. Molti non lo sanno e quindi snobbano la celebrazione domenicale ritenendola stancante e incomprensibile se non inutile.
La preparazione
Ogni evento importante va preparato accuratamente: un matrimonio, una tesi di laurea, una partita di calcio non si improvvisano.
Tanto più la messa. Si prepara la chiesa perché sia decorosa; si predispongono l’altare, l’ambone, i ceri i libri, i canti, i microfoni, in un clima di raccoglimento e di attenzione.
In Sacrestia si predispongono in modo ordinato i paramenti per i ministri e si preparano coloro che svolgono diversi servizi: specialmente il presbitero, poi il diacono (se c’è), gli accoliti, i lettori.
Occorre una preparazione materiale ad ogni azione comune impegnativa, ma necessita soprattutto la preparazione spirituale; l’animo predisposto, il raccoglimento e il silenzio già in sacrestia oltre che in chiesa. Si evitano la confusione, la fretta, le chiacchiere e altre distrazione. San Carlo Borromeo era severissimo con i preti e gli aiutanti in sacrestia: esigeva il silenzio preparatorio. Quando occorre si parla sottovoce, sia in chiesa sia in sacrestia. Il silenzio ci aiuta ad immergerci con animo ben disposto nel grande evento celebrativo dell’Eucaristia.
don Orlando Gori